giovedì 28 aprile 2011

Un matrimonio reale

Lui è William Arthur Philip Louis Mountbatten-Windsor, 29 anni, lei è Catherine Elizabeth Middleton, 29 anni. Si sposeranno domani, venerdi 29 aprile nella Cattedrale di Westminster a Londra. Dalla quale, alle 12.00, ne usciranno marito e moglie. Da li saliranno a bordo di una carrozza, coperta o scoperta dipendendo dall’umore di Giove, percorrendo Parliament Square, Whitehall, Horse Guards Parade, the Mall, fino a Buckingham Palace. Casa della di lui nonna. La nonna è la Regina d’Inghilterra, e lo sposo è più conosciuto come Principe William. La sposa, invece, è una plebea che il Principe frequenta ormai da nove anni. Il matrimonio prima di essere officiato in chiesa ha ricevuto la benedizione sovrana. Benedizione che molti non si aspettavano dell’austera signora, molto ligia al protocollo e alle tradizioni.

GLI INVITATI alla cerimonia sono circa 1.900, e in queste ultime ore si stanno aggiornando le presenze, molte confermate, altre disdette. Gli ospiti sono tra i più variegati. Non mancheranno, ovviamente i pari livello: le teste coronate di varie parti del mondo, dai più discreti come i reali di Spagna e del Belgio, ma anche i più stravaganti, come il re dello Swaziland, Mswati III che ha 14 mogli o il re di Tonga, George Tupou V, sessantenne playboy. Presenti però anche mortali più comuni, come, per esempio il macellaio del paese nel quale vivono i genitori della sposa.

LA CERIMONIA ecclesiastica inizierà alle 11 del mattino. La sposa giungerà alla cattedrale accompagnata dal padre a bordo della Rolls Royce Phantom messa a disposizione dalla Casa Reale.
Il rito seguirà un complicato equilibrio delle parti: sarà condotto da John Hall, decano di Westminster, saranno sposati da Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury, e l’omelia sarà affidata al reverendo Richard Chartres, vescovo di Londra.

IL RICEVIMENTO dopo la cerimonia si svolgerà a Palazzo, residenza «di nonnina», come la chiama Wills, 300 gli invitati. Il ricevimento non è in linea con lo standard reale: in piedi, con una selezione di 15 canapè, uno per ogni invitato.
E non troppo grandi: due bocconi per non interrompere le blasonate chiacchiere.
Scelta minimal chic assolutamente non casuale. Siamo pur sempre in casa di Elisabeth the second, agli occhi dei sudditi la sovrana più importante almondo. La scelta è legata ai limiti delle cucine di palazzo: dimensionate per offrire cene di gala a 150 persone. Avanzano 150 bocche, sovrappiù che metterebbe in crisi qualsiasi padrona di casa, anche la più organizzata.
Il principe Carlo, padre dello sposo, sopperirà alla carenza della dimora materna, offrendo, la sera, una cena a 900 ospiti, seguita dal ballo di rito.

LA COPERTURA MEDIATICA dell’evento non coglie impreparata la real casa britannica: sarà innovativa, completa, multi-channel, adatta a soddisfare sia le persone più esigenti sia quelle fisicamente lontane dall’evento. Facebook, Twitter e YouTube andranno a complemento delle informazioni fornite da televisione, tutti rigorosamente in diretta.

venerdì 22 aprile 2011

Susanna Mälkki, prima donna sul podio operistico meneghino

Susanna Mälkki sarà la prima donna a dirigere un'opera alla Scala.

Altre donne erano salite sul podio della Scala. Carmen Maria Carneci e Claire Gibault diressero al Teatro Lirico e Marin Alsop al Piermarini per un concerto sinfonico.
La Mälkki, 42 anni, finlandese è un nome già affermato nel mondo della musica classica, un mondo prevalentemente maschile e maschilista.

L'opera in questione è Quartett di Luca Francesconi ispirato alla pièce di Heiner Müller che nel 1981 riscrisse "Les liasons dangereuses" di Choderlos de Laclos. Testo crudele di ossessioni e perversioni che qui diventa opera per due cantanti, due orchestre e coro. Il tutto assemblato dalla regia di Àlex Ollé della Fura dels Baus.

Signora Mälkki, che effetto le fa essere la prima donna sul podio della Scala per un'opera lirica?
"Sono orgogliosa e onorata. Quando mi hanno fatto la proposta mi è mancato il respiro. Arrivare alla Scala è un riconoscimento importante per chiunque, uomo o donna".

Le donne però sono decisamente meno.
"Ci vuole pazienza, i cambiamenti sono lenti e complessi. La musica classica è un ambiente conservatore, legato ai valori del passato. È un problema storico, culturale, sociale. Quanto ci abbiamo messo noi donne a ottenere il diritto al voto? Non dico che ci vorrà altrettanto per avere parità nella musica, ma per colmare il ritardo sono necessari tempo e determinazione. Intanto questo mio debutto ha un grande valore simbolico".